Panoramica

Corsi di Kikou

Primo corso (Corso introduttivo)

Nel primo corso si imparerà il “Sennin Choju Kou(仙人長寿功)” (Tecnica della longevità degli immortali). Il “Sennin Choju Kou” è una forma di Kikou dinamico (un tipo di Kikou che utilizza il movimento del corpo per far circolare l’energia vitale, o “Ki”) e si compone principalmente di sette movimenti. È una pratica segreta della scuola Daoista Quan Zhen della montagna Hua, che ha circa 700 anni di storia in Cina. Si concentra su movimenti che influenzano lo scheletro, in particolare le scapole e la colonna vertebrale, e viene praticato per allenare tutto il corpo. Il corso include una panoramica del Kikou e un’istruzione pratica del “Sennin Choju Kou” con movimenti fisici. L’acquisizione delle basi dei movimenti è il punto fondamentale, quindi si impara con attenzione insieme all’insegnante.

Dal secondo corso in poi

Il “Kikou Zen” è una pratica che combina Kikou e Zen, in cui il controllo della respirazione e della mente aiuta a bilanciare il corpo e la mente. Imparare questa tecnica migliora la concentrazione necessaria per qualsiasi pratica di Kikou, aumentando significativamente i benefici del Kikou. A partire dalla seconda lezione, si imparerà il “Kando Kou(還童功)” (l’arte di ringiovanire), uno dei principali esercizi dinamici del Kikou accanto alla tecnica del “Kikou Zen”. Si impareranno anche altre tecniche di salute e il Kikou esterno (un tipo di Kikou che utilizza l’energia accumulata durante la pratica quotidiana per influenzare gli altri).

Corso di medicina tradizionale cinese a domicilio

Cosa è la medicina alimentare (Yakuzen/薬膳)?

La medicina alimentare (Yakuzen) è una pratica che combina ingredienti alimentari e erbe medicinali per migliorare la salute e prevenire le malattie. Come si dice “il cibo è medicina”, aggiungendo alcune piccole modifiche alla dieta quotidiana, è possibile mantenere corpo e mente in salute.

Prevenzione delle malattie (Mibyou/未病) e Yakuzen

Il termine “Mibyou” si riferisce allo stato precedente alla malattia, ossia la fase in cui la salute sta gradualmente peggiorando. Secondo il concetto di Yakuzen, è fondamentale non trascurare i segnali di avviso prima che insorga una malattia, cercando di migliorare la salute attraverso l’alimentazione. L’obiettivo di Yakuzen è utilizzare il cibo per prevenire la malattia prima che essa si manifesti e mantenere una buona salute.

Deficit di Ki (Kikyo/気虚) e Yakuzen

Il “Kikyo” è uno stato in cui l’energia vitale, il “Ki”, è insufficiente nel corpo. La carenza di energia può portare a stanchezza e a una diminuzione delle difese immunitarie. Per migliorare il “Kikyo”, è necessario introdurre alimenti che tonifichino l’energia. Alimenti come le date rosse e la carota sono raccomandati per questo scopo.

Risotto alla camomilla e finocchio

Eccesso di umidità o calore (Jisshou/実証) e Yakuzen

Il “Jisshou” si riferisce alla condizione in cui nel corpo si accumulano eccessivamente calore o umidità, compromettendo il benessere fisico. I sintomi del “Jisshou” includono secchezza della bocca, stitichezza e comparsa di eruzioni cutanee. Per migliorare questa condizione, è necessario consumare alimenti che rimuovano il calore e l’umidità in eccesso. Alimenti come il melone amaro, il sedano e i fagioli verdi sono utili a tale scopo.

Caratteristiche della medicina alimentare:Il “Shō(証)” nella dietetica della medicina tradizionale cinese

Nella dietetica della medicina tradizionale cinese, il termine “Shō” si riferisce alle caratteristiche individuali del corpo e dello stato di salute, in base alle quali si regolano l’alimentazione e le abitudini di vita. Ad esempio, per chi ha una tendenza al freddo si scelgono alimenti riscaldanti, mentre per chi trattiene facilmente il calore si preferiscono alimenti rinfrescanti.

 Oltre a queste condizioni, esistono altri tipi di “Shō”, come “Kikyō”, che indica una carenza di energia e nutrimento, “Oketsu” (瘀血), caratterizzato da una cattiva circolazione sanguigna, e “Shisshō” (湿証), legato a uno squilibrio nel metabolismo dei liquidi. Scegliendo gli alimenti più adatti a ciascun caso, è possibile riequilibrare il corpo e migliorare la salute, secondo i principi della dietetica della medicina tradizionale cinese.

Deficit di Ki (Kikyo) e Yakuzen

Il “Kikyo” è uno stato in cui l’energia vitale, il “Qi”, è insufficiente nel corpo. La carenza di energia può portare a stanchezza e a una diminuzione delle difese immunitarie. Per migliorare il “Kikyo”, è necessario introdurre alimenti che tonifichino l’energia. Alimenti come le date rosse e la carota sono raccomandati per questo scopo.

In questo corso, imparerete a ideare e preparare menu appropriati basati sul concetto di “Shō” (証), che si riferisce alle caratteristiche individuali della costituzione e della condizione fisica di ciascuno, e in base al quale si effettuano aggiustamenti alla dieta e allo stile di vita.

Marinata di melone amaro e zucchine grigliate
Frullato di datteri, banane e latte di mandorla

Corso di cucina giapponese a domicilio

Come in Italia non si mangiano solo pizza, pasta e panini, anche in Giappone esistono innumerevoli piatti oltre sushi e ramen che sono poco conosciuti all’estero.

Tra questi, ci sono tanti piatti casalinghi:

  • Piatti di carne: Il pollo teriyaki (Tori no Teriyaki), dal sapore dolce e salato grazie alla salsa teriyaki a base di salsa di soia, mirin e zucchero; la pancia di maiale stufata (Buta no Kakuni), tenera e ricca di sapore data dalla lunga cottura in salsa di soia, zucchero, sakè e zenzero; e il maiale o pollo allo zenzero (Shōgayaki), dal sapore agrodolce e aromatico dato dalla salsa a base di salsa di soia, zenzero e mirin.
  • Piatti di pesce: Il marlin teriyaki (Kajikimaguro no Teriyaki), con la sua carne soda glassata con la dolce e salata salsa teriyaki; e lo sgombro stufato al miso (Saba no Misoni), dal gusto intenso e umami conferito dalla pasta di miso, arricchito da zenzero e salsa di soia.
  • Pietanze stufate: Il Nikujaga (manzo e patate stufati), un piatto dal sapore agrodolce dato da salsa di soia, zucchero e mirin; e i calamari stufati (Ika no Nitsuke), teneri e saporiti grazie alla cottura in salsa di soia, zucchero e mirin con un tocco di zenzero.
Saba No Misoni
Chawanmushi
  • “Donburi” (ciotole di riso con vari condimenti sopra): L’Oyakodon (pollo e uovo su riso), un piatto caldo e avvolgente con un brodo leggermente dolce a base di salsa di soia e dashi; e il Butadon (maiale su riso), dal sapore ricco e saporito dato dalla carne saltata in una salsa dolce e salata. È popolare anche il Katsudon (cotoletta di maiale impanata e uovo su riso), saporito e con una consistenza unica grazie alla cotoletta croccante ammorbidita dal brodo dolce e dalla cottura con l’uovo. Inoltre, è molto apprezzato il “Tendon” (tempura su riso), dove la tempura croccante è immersa in una salsa dolce a base di salsa di soia e dashi.
  • Insalate: L’insalata di cetrioli in agrodolce (Kyūri no Sunomono), fresca e leggera con un condimento a base di aceto di riso, zucchero e sale; e l’insalata di tofu e alghe wakame (Tōfu to Wakame no Aemono), delicata e salutare condita con salsa di soia e sesamo.
Ten-Don
Niku-Jaga

Se siete interessati, potreste iniziare imparando a cuocere il riso per la cucina giapponese.

Per chi è interessato, offro lezioni di cucina a domicilio. Insieme, decideremo il menù e preparerò alcuni piatti. È anche possibile organizzare corsi di gruppo, invitando amici per una lezione di cucina a casa.

Ohitashi

Medicina orientale e medicina occidentale: due visioni complementari. Quando modi di pensare differenti si sostengono a vicenda

Nella nostra vita quotidiana, quando ci ammaliamo, ci affidiamo spesso alla medicina occidentale. Riceviamo una diagnosi in ospedale, prendiamo farmaci e sopprimiamo i sintomi. Questo sistema, basato su dati scientifici e studi clinici, ha sostenuto efficacemente la nostra salute.

Allo stesso tempo, anche la medicina orientale — comprendente medicina tradizionale cinese, agopuntura, qigong — ha affrontato il corpo e la mente delle persone per secoli. In essa sono centrali concetti come “energia (ki)”, “equilibrio” e “circolazione”, che vedono il corpo come un flusso armonico complessivo.

Ma come possiamo comprendere questi due approcci?

Anche la medicina è un sistema sociale

Il nostro corpo e la percezione del malessere sono fenomeni estremamente complessi. Una persona dice di avere “la testa pesante”, un’altra che “non riesce a riposarsi”. Ma è difficile sapere con precisione quale ne sia la causa. Di fronte a queste lamentele vaghe e diversificate, la “medicina” è un sistema che aiuta a organizzare, giudicare e affrontare la situazione.

In termini tecnici, tale sistema può essere chiamato “sottosistema sociale sviluppato per gestire specifici problemi attraverso giudizio e azione”. In altre parole, la medicina è un sistema che utilizza un codice binario — “salute / malattia” — per giudicare ciò che accade al corpo e permettere interventi come la cura o l’assistenza.

Allo stesso modo, anche il sistema legale usa codici binari come “legale / illegale”, o quello accademico “vero / falso”. Ogni sistema sociale opera sulla base di tali cornici per giudicare e rispondere alla complessità del mondo reale.

È importante notare che sia la medicina occidentale che quella orientale sono entrambe sistemi costruiti su questa logica: diversi nei metodi e teorie, ma entrambi rispondono alla domanda “come interpretare questa condizione e come intervenire?”, svolgendo così una funzione sociale simile.

Diverse prospettive, stesso ruolo

Ad esempio, la medicina occidentale si basa sull’individuazione della parte malata e sulla sua rimozione o cura. Si tratta di un metodo in stretto rapporto con le scienze naturali, dove a ogni diagnosi corrisponde un trattamento standard.

La medicina orientale, invece, parte da concetti come “ki” o “meridiani”, e considera il corpo nella sua totalità energetica. Non mira tanto a intervenire direttamente sul sintomo, quanto a ristabilire l’equilibrio complessivo per stimolare la capacità di autoguarigione del corpo.

In questo senso, entrambe sono “sistemi sociali della medicina” che operano secondo un codice, e la loro differenza sta nel “che cosa” viene visto e valorizzato da ciascun codice.

Cos’è la “complementarità”?

Vorrei introdurre qui un concetto: la “complementarità”.

Questo termine è stato originariamente proposto dal fisico quantistico Niels Bohr. Esso indica che due prospettive apparentemente contraddittorie — come luce vista come “onda” e come “particella” — sono entrambe essenziali per comprendere pienamente un fenomeno. Pur essendo mutualmente escludenti, sono entrambe indispensabili.

La parola può sembrare evocare “armonia” o “cooperazione”, ma ciò che conta è che le due prospettive coesistono in tensione. Non si tratta di una semplice mediazione, bensì di un atteggiamento che accetta e valorizza la dissonanza tra visioni differenti per approfondire la comprensione.

Convivenza nella tensione

Applicando questa idea di “complementarità” alla medicina orientale e a quella occidentale, non si tratta di decidere quale delle due sia più giusta o superiore, ma di riconoscere che entrambe cercano di comprendere la complessità del corpo umano da angolazioni diverse e che ognuna, come funzione sociale, è necessaria.

Ciò che una delle due può trascurare, l’altra può aiutarci a vedere. Essere “complementari” significa, in questo senso, essere esclusivi ma indispensabili l’uno all’altro.

Accogliere questo modo di vedere può aiutarci ad approfondire la nostra comprensione della salute e della cura: non affidarsi solo a ciò che è scientificamente provato, né abbandonarsi ciecamente a forze naturali o conoscenze tradizionali, ma comprendere la tensione tra prospettive diverse e scegliere in modo più consapevole.

Soprattutto, in presenza di sintomi evidenti, è importante mantenere un atteggiamento responsabile: non rinunciare mai a consultare strutture mediche in grado di offrire diagnosi affidabili e trattamenti efficaci. E solo successivamente, facendo tesoro della propria sensibilità e dei propri valori, accogliere nella propria vita elementi della saggezza orientale e delle pratiche di cura e prevenzione tradizionali.

Forse è proprio questa apertura flessibile a sostenere davvero, nel profondo, l’incontro tra “modi di pensare differenti”.

Lezioni private di giapponese

Da quando sono venuto in Italia, ho iniziato a insegnare giapponese su richiesta. Ho insegnato per cinque anni in un liceo internazionale nella città di Brescia e attualmente tengo corsi di giapponese per i cittadini presso una biblioteca.

Le lezioni private si svolgono di solito in uno studio a Rezzato, ma è anche possibile organizzare lezioni a domicilio. Offro lezioni per tutti i livelli, partendo completamente da zero o adattandomi alle capacità degli studenti.